La Terra del Primitivo

Come ben ricorda la segnaletica all'ingresso della città, benvenuti nella terra del -Primitivo-. In questo paese, con i vicoli stretti, le case basse, bianche e calde di sole, dove lo squarcio dell'azzurro Mar Ionio ingentilisce la terra brulla, il -Primitivo-, il notro Primitivo è un vitigno. Il termine -primatiu- nel dialetto locale indica tanto la pianta quanto il vino che se ne ricava.

L'origine della parola deriva dal latino -primativus- (precoce) perché, grazie ad un clima generoso, quest'uva matura tanto precocemente che è vendemmiata già alla fine d'agosto, quando il sole impietoso è talmente caldo che anche le cicale smettono di cantare e cercano refrigerio al fresco delle foglie dell'olivo.

La storia lo vuole a Manduria verso la fine dell'Ottocento in dote a una nobildonna del barese venuta in sposa ad un gentiluomo mandurino, ma già molti secoli prima Orazio celebrava un vino rosso nella zona di Taranto che chiamava -merum- indicando un vino schietto, sincero, di pregio, per distinguerlo dal -vinum- misurato con acqua, miele e resine, destinato agli schiavi. -Mieru- è ancora il vino a Manduria. Rimasto a lungo in ombra, questo vino ha varcato i confini della puglia e dell'Italia per imporsi, prodotto ricercato, sulle tavole della migliore ristorazione: dalla Francia al Canada, dal Giappone alla Danimarca e via via sino agli Stati Uniti.

Uve primitivo Palmento Uve primitivo

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